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Ordinanza — n. 24130/2026 — snpen Généré par l'IA

Italian Court dismisses appeal as generic arguments repeat rejected reasons from lower court.

Numéro de cause Ordinanza — n. 24130/2026 — snpen
Autorité / Tribunal
Juridiction Italie (IT)
Date de la décision
Issue du litige Irrecevable (Inadmissible)

Synthèse Legislator

Généré par l'IA

The Court of Cassazione declared the appeal by Diouf Cherif inadmissible, ordering him to pay court costs and a fine. The appellant challenged the conviction for crimes under the Penal Code and the principle of 'beyond reasonable doubt,' arguing the lower court's reasoning was contradictory and illogical. The court rejected these claims as generic because they merely repeated arguments already discussed and found unfounded by the appellate judge, who had provided specific and non-illogical reasoning for the conviction.

Regeste Legislator

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Art. 360, n. 3 c.p.p.; Art. 364 c.p.p.: An appeal is inadmissible if its grounds are generic and merely reproduce reasons already discussed and rejected by the court of second instance without providing new critical arguments.

Mots-clés

Généré par l'IA
inadmissible appeal generic grounds repetition of arguments penal code crimes beyond reasonable doubt motifs de cassation recours contre décision de renvoi cognition du pourvoi en cassation

Dispositions légales citées

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Art. 73, comma 5, d.p.r. 309/1990
Art. 648 cod. pen.
Art. 533 cod. proc. pen.
pen., nonché la violazione del principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio di cui all'art. 533 cod.
Art. 360, n. 3 c.p.p.
Art. 364 c.p.p.
art. 533 cod. proc. pen
pen., nonché la violazione del principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio di cui all'art. 533 cod.
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Texte complet

posto da: DIOUF CHERIF nato il 21/02/1997 avverso la sentenza del 14/05/2025 della CORTE APPELLO di BOLOGNA dato avviso alle parti; ita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCO FLORIT; iRITENUTO IN FATTO E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso di Diouf Cherif; ritenuto che il primo e il secondo motivo di ricorso, che contestano, rispettivamente, la contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione posta a base del giudizio di responsabilità per i reati di cui agli artt. 73, comma 5, d.p.r. 309/1990 e 648 cod. pen., nonché la violazione del principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio di cui all'art. 533 cod. proc. pen., sono entrambi generici perché basati su argomenti che riproducono le stesse ragioni già discusse e ritenute infondate dal giudice del gravame, il quale, con argomentazioni puntuali e non illogiche, ha ampiamente esplicitato le ragioni della ritenuta integrazione dei reati ascritti all'imputato (si vedano, in particolare, pagg. 5-6 della sentenza impugnata), con le quali il ricorso non si confronta in termini critici; rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;

P. P.Q.Mr - ' r CMPOSIVATA , IN CANCELLERItA li/Luna» 5 i P" o Giudii@il%' li StuttIN Mori 1.