Legislator Jurisprudence & Législation
Ordinanza — n. 21330/2026 — snpen Généré par l'IA

Cassation court dismisses appeal against conviction for payment instrument misuse regarding sentencing reasoning.

Numéro de cause Ordinanza — n. 21330/2026 — snpen
Autorité / Tribunal
Juridiction Italie (IT)
Date de la décision
Issue du litige Rejeté (Dismissed)

Synthèse Legislator

Généré par l'IA

The Court of Cassation declared the appeal inadmissible, upholding the lower court's conviction for the misuse and falsification of payment instruments. The appellant argued that the sentencing increase for the continued offense lacked sufficient motivation, but the court found the reasoning adequate under established case law. Consequently, the appeal was rejected, and the appellant was ordered to pay procedural costs and a fine.

Regeste Legislator

Généré par l'IA

Art. 60, Art. 81 cod. pen.; In cases of continued offense, the judge must distinctly calculate and motivate the penalty increase for each satellite crime, provided the argumentation allows verification of proportionality and compliance with statutory limits.

Mots-clés

Généré par l'IA
continued offense penalty increase sentencing reasoning payment instruments inadmissible appeal proportionality principle criminal liability versement en mains d'un tiers

Dispositions légales citées

Généré par l'IA
Art. 60 cod. pen.
Art. 81 cod. pen.
art. 81 cod. pen

Jurisprudence citée

Généré par l'IA
Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021, Pizzone
Généré par l'IA

Vous souhaitez savoir comment cet arrêt s'applique à votre dossier ?

Analysez cette décision avec la législation fédérale, le droit cantonal, la doctrine et la jurisprudence subséquente dans Legislator AI.

Ouvrir dans Legislator →

Texte complet

CORRENTI SIMONE nato a PISA il 21/12/1971 avverso la sentenza del 25/11/2025 della CORTE APPELLO di FIRENZE dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRINA TUDINO; d_RITENUTO IN FATTO E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Rilevato che Simone Correnti ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Firenze, che ha confermato la pronuncia di primo grado con la quale il ricorrente è stato ritenuto responsabile del delitto di indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti; Considerato che il primo ed unico motivo di ricorso, con cui si denuncia l'omessa motivazione in ordine ai criteri seguiti per determinare gli aumenti della pena per la riconosciuta continuazione tra i reati ascritti, è manifestamente infondato; che i giudici di merito hanno fatto corretta applicazione della regola di giudizio secondo la quale in tema di reato continuato, il giudice, nel determinare la pena complessiva, oltre ad individuare il reato più grave e stabilire la pena base, deve anche calcolare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per ciascuno dei reati satellite (Sez.

U, n. 47127 del 24/06/2021, Pizzone, Rv. 282269); che l'obbligo è stato precisato nel senso che il grado di impegno motivazionale richiesto in ordine ai singoli aumenti di pena è correlato all'entità degli stessi e deve essere tale da consentire di verificare che sia stato rispettato il rapporto di proporzione tra le pene, anche in relazione agli altri illeciti accertati, che risultino rispettati i limiti previsti dall'art. 81 cod. pen. e che non si sia operato surrettiziamente un cumulo materiale di pene; che tale onere argomentativo è stato assolto (si veda, in particolare, pag. 4 della sentenza impugnata), in presenza di reati omogenei e della impossibilità di affermare l'esattezza di una pena secondo criteri matematici, attraverso l'obiettivo minimo aumento di pena praticato in relazione alla violazione più grave individuata dai giudici del merito;

Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende; P.Q.M